5 motivi per mangiare anacardi

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Gli anacardi sono il frutto della pianta dell’anacardio, nome scientifico Anacardium occidentale, è originaria del Brasile ed appartiene alla famiglia delle Anacardiacee.
Gli anacardi hanno notevoli proprietà nutrizionali e curative, che rendono questo cibo indicato per la salute dell’organismo e il suo benessere. Vediamo insieme cinque motivi per mangiare anacardi e quali sono i principali benefici che apporta al nostro organismo:

anacardi

1) Sono ricchi di magnesio: gli anacardi sono ricchi di magnesio, anche più delle mandorle. Come sappiamo il magnesio è fondamentale per il buon funzionamento del sistema nervoso e avere buoni livelli di questo minerale nel corpo contribuisce a scongiurare il rischio di ansia e depressione.

2) Riducono il colesterolo: questi frutti, essendo ricchi di acidi grassi monoinsaturi come l’acido oleico e l’acido palmitico, sono molto utili per ridurre il tasso di colesterolo cattivo HDL e per aumentare la percentuale di colesterolo buono LDL.

3) Combattono i radicali liberi: gli anacardi contengono anche una buona quantità di ferro, molto importante per la salute del nostro organismo; in particolar modo contrasta l’attività dei radicali liberi.

4) Contengono triptofano: gli anacardi sono un’ottima fonte di triptofano (100 grammi ne contengono circa 400mg). Il triptofano è un aminoacido essenziale presente nella maggior parte dei cibi vegetali che il nostro corpo ha bisogno di assumere necessariamente tramite l’alimentazione perché non è in grado di produrlo autonomamente. Questa sostanza è un precursore della serotonina, conosciuta come l’ormone del buonumore. Senza triptofano nella nostra dieta, non solo non potremmo produrre serotonina nella maniera più efficace ma non riusciremmo neppure ad utilizzarla al meglio.

5) Prevengono la degenerazione oculare: gli anacardi contengono zeaxantina, un importante pigmento con proprietà antiossidanti tra le cui funzioni vi è quella di filtrare i raggi UVA a livello della retina. In questo modo aiuta a prevenire la degenerazione oculare tipica dell’età avanzata.

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