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Carne rossa: si o no?

E’ uno degli argomenti più trattati degli ultimi giorni: alcuni affermano che la carne rossa sarebbe altamente dannosa per il nostro organismo, altri sostengono invece la tesi opposta, ovvero che questo tipo di alimento è fondamentale per avere una dieta sana ed equilibrata.
Sicuramente anche la carne, così come tutti gli alimenti, ha qualità positive e aspetti negativi, ma vediamo insieme nello specifico quanto è stato affermato dall’OMS nei giorni scorsi e quali sono i rischi a cui si va incontro con un eccessivo consumo di carne rossa.

Innanzitutto è necessario fare chiarezza su quali siano le carni rosse, che vanno divise in quattro categorie:
bovini: toro, manzo, vitellone, sbottona, vitello a carne bianca, barley beef, bue, vacca;
– suini (maiale (il cinghiale fa parte delle carni nere);
– equini: cavallo;
– ovicaprini: capretto e agnello (possono essere ricompresi anche tra le carni bianche), pecora, castrato;

Secondo l’AIRC, l’Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro, che fa parte dell’Associazione Mondiale della Sanità, un consumo eccessivo di carni rosse, soprattutto di carni rosse lavorate (salumi, insaccati e carne in scatola), aumenterebbe il rischio di sviluppare alcuni tumori. L’aumento del rischio è però proporzionale alla quantità e frequenza dei consumi, per cui gli esperti ritengono che un consumo modesto di carne rossa (una o due volte a settimana al massimo) sia accettabile anche per l’apporto di nutrienti preziosi (soprattutto vitamina B12 e ferro), mentre le carni rosse lavorate andrebbero consumate solo saltuariamente.
La carne rossa quindi è alimento che dovrebbe essere presente, nella giusta dose, in ogni dieta equilibrata. Per giusta dose, facendo riferimento ai Larn 2014, si intende 100 grammi a porzione, secondo la dieta mediterranea, per un massimo di due porzioni a settimana. Detto questo, comunque, c’è da ribadire che, prendendo gli opportuni accorgimenti, è anche possibile sostituire la carne rossa senza troppe conseguenze con legumi, carne bianca e pesci di piccola taglia.

E’ bene tenere presente che le persone a elevato rischio individuale (per familiarità o altre patologie) dovrebbero discutere del loro piano alimentare insieme a un medico, per valutare quanto è opportuno ridurre l’apporto di carne rossa e carni lavorate, considerando che nella carne vi sono alcuni nutrienti (come la vitamina B12 e il ferro) che potrebbero essere comunque preziosi per il loro benessere.

Per una lettura più approfondita su questo tema vi suggeriamo di consultare il sito ufficiale dell’Airc cliccando QUI.

Per qualsiasi ulteriore dubbio consultate il vostro medico di fiducia.

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