La tiroidite di Hashimoto e l’ipotiroidismo

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DI COSA SI TRATTA

La Tiroidite di Hashimoto – dal nome del medico giapponese che la descrisse per primo – anche chiamata tiroidite cronica autoimmune, è una malattia autoimmune in cui il sistema immunitario attacca la tiroide attraverso la produzione di auto-anticorpi, causandone l’infiammazione e interferendo con la capacità dell’organo di produrre ormoni. Questa patologia cronica porta ad una graduale e progressiva disfunzione della tiroide: l’ipotiroidismo.

La tiroide, infatti, avrebbe la funzione di produrre ormoni (triiodiotironina T3 e tiroxina T4) che regolano numerose funzioni dell’organismo come: le funzioni respiratorie, il metabolismo, il battito cardiaco, la temperatura corporea, la forza muscolare, lo sviluppo del sistema nervoso centrale, il ciclo mestruale, i livelli di colesterolo e la crescita corporea.

Ad oggi la Tiroidite di Hashimoto è una delle malattie tiroidee più diffuse a livello mondiale: nei soli paesi occidentali, si stima che la malattia colpisca tra lo 0,1% e il 5% della popolazione adulta, in particolare di genere femminile (con un rapporto di 8:1 rispetto al genere maschile).

Per quanto riguarda l’età, la Tiroidite di Hashimoto colpisce maggiormente le persone tra i 40-45 ed i 60-65 anni, tuttavia può insorgere anche in persone molto giovani.

LE CAUSE

Le cause della tiroidite di Hashimoto vanno ricercate in una predisposizione genetica e nell’interazione con fattori ambientali ancora non del tutto noti (ad es.: esposizione a radiazioni, iodio e sostanze contenenti iodio).

I SINTOMI

I sintomi della tiroidite di Hashimoto sono vari e non immediatamente visibili, in generale le persone colpite da questa patologia presentano:

    • stanchezza e affaticamentotiroide di hashimoto
    • ansia e depressione
    • stipsi
    • aumento di peso
    • pallore
    • dolori muscolari
  • capelli secchi
  • edema intorno agli occhi
  • bradicardia
  • raucedine
  • difficoltà di concepimento
  • gozzo (dovuto all’ingrossamento graduale della tiroide)

La malattia esordisce molto lentamente e prima che il livello degli ormoni tiroidei scenda al di sotto della norma possono passare dei mesi o addirittura anni.

LA DIAGNOSI

Per questo motivo la diagnosi non è semplice e immediata e può richiedere diversi esami, tra i quali, oltre all’anamnesi e all’esame obiettivo: esami del sangue, Eco-color-doppler, TAC, biopsia con ago aspirato ecoguidato.

La diagnosi precoce di ipotiroidismo è molto importante in quanto i danni provocati dalla malattia sono irreversibili.

La diagnosi permetterà di stabilire il trattamento adeguato, personalizzato in base all’entità del danno tiroideo, ai valori ormonali, ai sintomi e alla situazione fisica del paziente.

LA TERAPIA

La terapia standard prevede la somministrazione per bocca dell’ormone tiroideo sintetico (L-tiroxina), il cui scopo è ristabilire i valori normali degli ormoni tiroidei.

In casi più rari la tiroidite di Hashimoto potrebbe evolvere in ipertiroidismo. In questo caso di deve quindi ricorrere a una terapia che inibisca la funzione tiroidea.

 

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