Vitiligine: sintomi, cause e cure

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La vitiligine è una patologia che attacca e distrugge i melanociti, le cellule della cute che producono la melanina (lo specifico pigmento che colora pelle, occhi, capelli e peli e che fa da principale filtro solare fisiologico).

Questa patologia colpisce circa il 2% della popolazione mondiale, in particolare nella fascia di età che va dai 10 ai 30 anni, con un picco attorno ai 20 anni, senza differenze rilevanti di genere tra uomini e donne.

Il 25% dei casi presenta una familiarità, ed è per questo che la vitiligine può essere considerata una malattia genetica.

VITILIGINE: QUALI SONO I SINTOMI?

Dal punto di vista clinico è possibile riconoscere la vitiligine facilmente, in quanto si manifesta con evidenti macchie bianche sulla superficie cutanea.

In corrispondenza delle aree in cui i melanociti sono assenti infatti, la pelle appare di un colore bianco avorio, a chiazze di dimensioni variabili, con bordi ben definiti e qualche volta iper pigmentati (ossia di colorazione più intensa). Tuttavia la vitiligine non presenta altri sintomi, in quanto tutte le altre caratteristiche della pelle (comprese le sue funzioni) sono inalterate e le macchie cutanee di colore bianco non provocano prurito, bruciore o altri sintomi, ma si limitano alla differenza di colore rispetto alla cute sana circostante.

Talvolta la mancanza di melanina può essere riscontrata anche nei capelli e nei peli che diventano bianchi in corrispondenza delle aree malate.

vitiligine farmacia ciato 1QUALI SONO LE TIPOLOGIE ESISTENTI?

A seconda del numero e della localizzazione delle chiazze, la vitiligine può essere classificata come:

  • Universale – interessa tutto il corpo
  • Generalizzata – si diffonde in più zone, ma limitate
  • Localizzata – interessa una singola zona delimitata
  • Acrofacciale – coinvolge le estremità ed il volto
  • Perinevica – si sviluppa intorno ad un comune neo, a configurare un’area di depigmentazione (bianco avorio) che circonda una di iper pigmentazione (scura)

La forma di vitiligine più comune, chiamata “Non-segmentale“, si manifesta con macchie cutanee bianche che compaiono improvvisamente su volto, mani e piedi, oltre che su gomiti, ginocchia e diffusamente sul tronco.

QUALI SONO LE CAUSE DELLA VITILIGINE?

La teoria più accreditata è quella che associa la vitiligine a patologie autoimmuni. La vitiligine sarebbe il risultato di una reazione anomala del sistema immunitario che, nell’intento di difendersi da possibili nemici, si confonde e attacca strutture appartenenti al corpo stesso, ovvero i melanociti.

Questa considerazione deriva dal fatto che numerose persone affette da vitiligine soffrono anche di patologie autoimmuni. Circa 1/3 dei pazienti affetti da vitiligine soffre ad esempio di problemi alla tiroide. Altre associazioni sono state riportate con la celiachia e altre patologie autoimmuni, ma in misura molto minore.

Possiamo dunque classificare la vitiligine come una malattia autoimmune? Quali sono le principali cause specifiche? Nonostante sia molto comune ricondurre la vitiligine al gruppo delle malattie autoimmuni, questo fatto non è stato confermato scientificamente. Per questa ragione l’Università di Padova ha condotto una ricerca ipotizzando che le cause risiedano all’esterno del sistema immunitario e precisamente in una proteina chiamata M.I.A. (Melanoma Inhibitory Activity) presente in tutti i pazienti adulti e bambini affetti da vitiligine.

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Inoltre, fra i fattori scatenanti, è possibile considerare diversi tipi di traumi fisici o psicologici, che agiscono separatamente o in concomitanza fra loro, anche se ancora non è noto con quale peso specifico.

Fra gli eventi traumatici fisici, uno dei più determinanti è rappresentato dalle scottature: in molti casi, infatti, la vitiligine compare in seguito ad un’esposizione al sole scriteriata e successivamente alla fase di arrossamento tipica dell’eritema. Mentre tra i traumi di origine psicologica, gli eventi luttuosi sono al primo posto fra i fattori scatenanti la vitiligine.

QUALI SONO LE CURE POSSIBILI?

Grazie ai progressi della ricerca, oggi è possibile studiare un percorso personalizzato per ogni paziente, individuando le migliori cure in grado di controllare la malattia e favorire una possibile ripigmentazione. Inoltre, alcuni studi hanno dimostrato l’efficacia degli antiossidanti, in particolare della quercetina e delle foglie di ulivo che insieme stimolano i melanociti a muoversi, promuovendo la ricomparsa dei pigmenti mancanti.

Inoltre, l’applicazione locale e precoce di steroidi in corrispondenza delle aree in cui si manifesta la schiaritura, contribuirebbe a rallentare il processo di infiammazione dei melanociti e, di conseguenza, a ripristinare la colorazione della cute. I risultati migliori si ottengono con i bambini, che rispondono in maniera significativa alla terapia.

VITILIGINE: L’IMPATTO PSICO-SOCIALE

La vitiligine non è una malattia contagiosa, tuttavia, a causa dell’aspetto che attribuisce alla pelle, ha un forte impatto psicologico. Spesso, pur non avendo ripercussioni dirette sulla salute dell’individuo e sulla qualità della sua vita, comporta l’insorgenza di malesseri psichici di vario genere, tra cui ansia o depressione.

Queste difficoltà dal punto di vista psico-sociale nascono dal fatto che la pelle è l’organo più esteso ed esposto del corpo, una specie di biglietto da visita che presentiamo al mondo esterno. A volte l’insuccesso delle terapie nel far regredire la patologia, porta addirittura l’estensione delle discromie stesse ad aggravarsi.

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La vitiligine come aspetto di accettazione sociale è stato, in tempi recenti, un tema molto sentito in particolare dal mondo del fashion. Grandi brand di moda come Desigual e Diesel hanno promosso l’abbattimento dello stigma sociale, dovuto alla mancanza di informazione in merito a questa malattia, ingaggiando la modella Winnie Harlow (affetta da vitiligine) per le loro campagne mondiali.

SOLE E VITILIGINE: COME COMPORTARSI?

Si può prendere il sole con la vitiligine?  In corrispondenza delle chiazze bianche, la cute è più delicata e sensibile per cui si rischia di ustionarsi facilmente. È dunque importante proteggersi.

Tuttavia, soprattutto nelle zone foto esposte, grazie all’esposizione solare è possibile notare una ripigmetazione spontanea della vitiligine nel 20% dei pazienti.

A seconda dei casi, dunque, il sole può essere dannoso o vantaggioso al medesimo tempo: è perciò bene una buona regola generale esporsi protetti, evitando gli orari in cui i raggi del sole sono più aggressivi.

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